La sfida del recruiting italiano nell’era digitale

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Nel mondo del lavoro attuale la ricerca di giovani talenti è diventata una vera e propria sfida per le aziende. I cambiamenti sociali e tecnologici stanno modificando non solo il modo in cui operano le imprese, ma anche il reclutamento dei propri candidati.

Come dimostrato dalla recente indagine di Linkedin risalente all’inizio del 2025 oltre il 65% degli hiring manager faticano a trovare profili con le giuste qualifiche e con una preparazione adeguata.

Per ovviare questo problema sempre più aziende si stanno affidando a strategie digitali come l’automazione e l’Intelligenza artificiale. Tuttavia, tali cambiamenti rappresentano, oltre che un’opportunità, una grande sfida che richiede capacità di adattamento.

Le richieste dei giovani professionisti

Le nuove generazioni stanno rivoluzionando le esigenze e le aspettative riguardo al mondo del lavoro modificando inevitabilmente anche il panorama del recruiting. In particolare, secondo l’indagine il 38% dei candidati considera la retribuzione e i benefit un aspetto fondamentale nella scelta di un lavoro; subito seguito con il 37% dalla flessibilità oraria e la possibilità di lavorare da remoto.

Questi dati rappresentano un chiaro segnale di come le priorità dei giovani lavoratori puntino sempre a un maggiore benessere e bilanciamento tra la vita privata e quella professionale.

Di conseguenza le aziende che non sono in grado di soddisfare queste aspettative rischiano di perdere giovani e promettenti talenti.

Lo stress nella selezione dei profili

In Italia oltre 6 hiring manager su 10 intervistati da Linkedin hanno dichiarato che nel periodo del 2024 è diventato molto più difficile trovare candidati in grado di soddisfare i requisiti per una posizione aperta. Quasi la metà degli intervistati (45%) ammette che una delle sfide principali nella selezione dei giovani candidati riguarda la difficoltà nel reclutare profili con qualifiche tecniche; mentre oltre la metà (51%) sostiene che il processo di ricerca e selezione sia diventato frustrante. Inoltre, il 48% dichiara di ricevere candidature di professionisti non adatti al ruolo e di dover scremare un grande numero di aspiranti lavoratori.

L’importanza dell’AI

Poiché il 62% dei recruiter dichiara di spendere più tempo nella ricerca di profili di candidati adatti, l’applicazione dell’intelligenza artificiale risulta fondamentale per le aziende che vogliono ottimizzare e semplificare il processo di recruiting per identificare i talenti giusti.

Il 64% deghi hiring manager riconosce non solo che l’AI aiuta a riconoscere più facilmente i profili idonei, ma anche la possibilità di individuare quelli che sarebbero stati trascurati (59%). Per il 63% l’AI velocizza il processo di selezione, mentre per il 66% permette di migliorare anche le descrizioni delle offerte in ottica di talent attraction migliorando, in generale, l’efficienza e il dialogo con il candidato.

Come prepararsi alle nuove sfide del mercato del lavoro

I recruiter di oggi si trovano di fronte a un compito sempre più complesso: identificare i talenti ottimali, ma per fare ciò non è più sufficiente utilizzare le tecniche tradizionali di selezione.

L’adozione di strumenti digitali e tecnologie innovative risulta fondamentale per le aziende che voglio ottimizzare il processo di recruiting. Di conseguenza le aziende italiane devono adottare strategie innovative e mirate.

Ecco di seguito le maggiori tendenze segnalate per il 2025

  1. Digitalizzazione: Attualmente l’utilizzo di strumenti digitali e di tecnologie innovative sta rivoluzionando il mondo de recruiting. La digitalizzazione rappresenta oggi la base del processo di selezione del personale. Tuttavia, il vero vantaggio competitivo sta nell’abilità dei recruiter di padroneggiare queste tecnologie non solo per ottimizzare i processi, ma soprattutto per migliorare l’esperienza complessiva dei giovani candidati.
    • Utilizzo AI: grazie ai sistemi di machine learning i recruiter possono automatizzare, e quindi velocizzare, le fasi del processo di selezione come lo screening iniziale dei curriculum. Inoltre, l’AI permette di analizzare dati su larga scala e prevedere quale ruolo risulta più adatto a un determinato candidato al fine di effettuare una scelta più strategica.
    •  Algoritmi predittivi: permettono ai recruiter di anticipare le esigenze aziendali. La capacità di combinare analisi quantitative con intuizioni qualitative rappresenta un vantaggio competitivo cruciale e innovativo
  2. Intervenire sul personale: Upskilling: ovvero l’ampliamento delle competenze dei dipendenti con particolare attenzione secondo gli intervistati a: soft skill (71%), qualifiche legate alla sostenibilità ambientale (70%) e l’utilizzo dell’AI (63%).
  3. Flessibilità dei recruiter: i quali devono adattare il loro approccio alla generazione di riferimento in base alle loro necessità ed esigenze. Comprendere le differenze generazionali, e di conseguenza modificare la comunicazione, è essenziale per costruire una proposta di valore.
  4. Pensiero strategico dei recruiter: oltre a comprendere le differenze generazionali il recruiter deve essere in grado di ampliare il suo compito nella risoluzione di compiti immeditati (come la selezione dei candidati), ma anche di avere un pensiero strategico e anticipare le tendenze del mercato allineandosi agli obiettivi a lungo termine delle aziende.

Conclusione

I cambiamenti sociali e tecnologici stanno ridefinendo il modo in cui le aziende reclutavano i giovani talenti. Risulta quindi necessario riconsiderare il ruolo degli esperti di selezione e reclutamento del personale in cui aspetti come tecnologia, competenze e visione flessibile rappresentano i punti di partenza per il recruiting moderno. Di conseguenza, le aziende che sapranno adattarsi a tali cambiamenti e investire nell’innovazione godranno di competitivi vantaggi nella ricerca dei migliori talenti.

Paola Frescoso

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